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mercoledì 9 maggio 2012

Project Glasses by Google





Project glass, il progetto in fase di realizzazione che riguarda i famosi Google Glasses , continua a progredire a ritmi interessanti a giudicare dall’ultima notizia che vi riportiamo. Pare infatti che alcuni prototipi siano stati distribuiti ad alcuni progettisti per una prima fase di testing esterno. Non conosciamo lo stato di avanzamento riguardo il progetto ma i fatti riportano che durante l’ultimo fine settimana Sebastian Thrun, uno dei project leader,abbia cominciato alcuni test nell’utilizzo quotidiano pubblicando la prima foto realizzata con il sensore degli occhiali di Google.
Questo non significa che Google Glasses sia una realtà molto vicina e che gli occhiali siano gia operativi e completamente funzionali ma è un primo passo interessante che mostra un ulteriore utilizzo, ossia la possibilità di scattare foto mantenendo le mani libere. Rimane da capire se l’immagine scattata sia originale o ritoccata vista la discreta qualità considerando il movimento rapido del soggetto in quella determinata circostanza.


Foto scattata dai tester dei  "Google glasses"

venerdì 24 febbraio 2012

Gli Occhiali di Google - Realtà aumentata

Continuano ad arrivare, alla spicciolata, nuovi dettagli sugli speciali occhiali per la realtà aumentata che Googlepotrebbe presentare già entro la fine dell'anno. Secondo le prime indiscrezioni gli occhiali firmati Google avrebbero una particolarità: si tratterebbe di oggetti capaci di connettersi alla rete Internet e di trarre da essa le informazioni di utilità per colui che li indossa. Perché si parla di "realtà aumentata"? Perché grazie agli occhiali di Google, la percezione umana verrà arricchita con l'aggiunta di un gran numero di informazioni: si pensi, ad esempio, alla possibilità di ottenere le indicazioni stradali di Google Maps, mentre attraverso le lenti, si guarda la strada ed il "mondo" circostante. Grazie ad un servizio come "Goggles" (del quale avevamo parlato in questa pagina), gli occhiali potrebbero riconoscere automaticamente un oggetto, un monumento, un'insegna, un codice a barre, un prodotto, un testo e fornire una serie di informazioni correlate. Ma le funzionalità offerte ai possessori degli occhiali di Google potrebbero non fermarsi qui: si potrebbero "vedere" le notifiche provenienti dai servizi che si usano, richiedere l'avvio di una chiamata vocale, scattare foto e registrare sequenze filmate, trasmettere contenuti in streaming e così via.

Gli occhiali non sono progettati per essere mantenuti costantemente indosso ma, secondo quanto sinora trapelato, si tratterà di oggetti che potranno essere usati al bisogno, come uno smartphone, e come tanti altri prodotti elettronici.

Secondo quanto rivelato dal New York Times, gli speciali occhiali sarebbero in corso di sviluppo presso i laboratori "Google X" (vi suggeriamo la lettura di questo nostro articolo), in una location segreta non molto distante dal quartier generale della società a Mountain View (California). Altri pezzetti del puzzle sono arrivati quest'oggi: sempre secondo il quotidiano d'Oltreoceano, il sistema operativo che sovrintenderà il funzionamento degli occhiali per la realtà aumentata sarà ancora una volta Android. Dal punto di vista hardware, gli occhiali di Google integreranno un ricevitore GPS, dei sensori di movimento, una videocamera, ingressi ed uscite video.

Il New York Times cita alcune persone, senza farne i nomi, che avrebbero già avuto modo di vedere e di provare gli occhiali: osservando un monumento od un panorama, i server di Google sarebbero già in grado di sovrapporre alla normale visione, i dati provienti dalla Rete quali, per esempio, le informazioni storiche, i commenti degli amici, i punti d'interesse nelle vicinanze e così via.

Ovviamente, quando si presentano simili innovazioni, non si potrà non aver a che fare con le tante problematiche collegate alla tutela della privacy. Gli occhiali di Google, quando si incontra una persona, potrebbero attivare un riconoscimento facciale fornendo, in tempo reale, l'elenco degli amici in comune sui social network, a partire da Google+, e qualche dettaglio su chi si ha di fronte.